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i Geositi
I Geositi e gli Ambiti di paesaggio

 Il territorio del Geoparco è caratterizzato da un elevato grado di valenza geologica e di geodiversità, quindi è stato importante individuare una metodologia per la selezione ed il censimento dei geositi. il Piano del Paesaggio rappresenta uno strumento di gestione del territorio molto efficace, in cui sono state definiti delle porzioni di territorio omogenee dal punto di vista litologico, geomorfologico, stratigrafico e idrografico, correlate con importanti e ben definiti elementi strutturali (Guida et al., 1996). La definizione è stata integrata e qualificata con ulteriori informazioni quali, ad esempio, l’articolazione dei sistemi storico-insediativi in relazione alla morfologia del territorio, oppure la disponibilità delle risorse di un sito oppure ancora lo sviluppo di manifestazioni culturali, testimonianza della vitalità culturale del territorio. In tal modo, gli ambiti di paesaggio così definiti evidenziano come le forme di antropizzazione siano strettamente legate alla caratterizzazione fisico-morfologica del territorio. Sono considerati ambiti di paesaggio:

  1. Valle del Calore;
  2. Valle dell’Alento;
  3. Vallo di Diano ed i Monti della Maddalena;
  4. Monti Alburni e la Valle del Tanagro;
  5. Monte Cervati;
  6. Monte Bulgheria;
  7. Monte Chianello - Soprano;
  8. Monte Motola-Cocuzzo;
  9. Monte Gelbison;
  10. Monte Centaurino;
  11. Monte Stella;
  12. Monte Vesalo;
  13. Monte Forcella-Serralunga con il Fiume Bussento;
  14. Pisciotta;
  15. Roccagloriosa - Torre Orsaia.
Entro ciascun ambito di paesaggio sono stati individuati suddivisi e codificati i geositi, definendo per ognuno sia l’ importanza che l’interesse geologico (Aloia et alii 2010-2011). Per quanto riguarda il parametro importanza sono stai definiti quattro livelli gerarchici:
- Principale: geosito di particolare interesse geologico, sia come unicità/rappresentatività a livello europeo, che come valenza didattico-scientifica;  
- Focale: geosito principale, a cui si associa la reale o potenziale fruizione dal punto di vista del geoturismo. Si tratta di geositi già attrezzati con strutture e/o percorsi esplicativi o in via di strutturazione geoturistica; 
- Complementare: geosito principale, a cui si associa la presenza di un sito archeologico o insediamenti antropici di grande valenza storico-architettonica; 
- Secondario: geosito di interesse geologico a livello nazionale o regionale.
L’interesse geologico riguarda gli aspetti stratigrafici, geomorfologici, paleoambientali, paleontologici, strutturali ed idrogeologici. Il 40% dei geositi ha un interesse stratigrafico e paleontologico, questi sono ubicati sia in corrispondenza dei rilievi carbonatici che dei rilievi collinari impostati in corrispondenza delle successioni mioceniche.
I siti di interesse geomorfologico costituiscono il 56% dei geositi censiti. Nel territorio del Parco si distinguono quelli carsici-idrogeologici, come grotte carsiche, grotte costiere; quelli strutturali, quali le forre fluvio carsiche (di tipo sovraimposte, susseguenti ed epigenetiche) e le scarpate di faglia ; quelli costieri con i terrazzi marini del medio e tardo Pleistocene e le falesie di Palinuro.
I restanti geositi, che rappresentano il 4%, sono di interesse idrogeologico e risultano legati ad importanti acquiferi presenti nel territorio del Geoparco.
 
 
 
 
 
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